Rosa di Rabbia


Sono:
Retrogusto amaro di una cosa molto dolce, e anche un po' il contrario.

Odio:
l'amore, è una cosa atroce; odio il formaggio; il suono pungente e spietato della sveglia al mattino; le giornate grigie; odio i doveri; le scarpe che si bagnano quando piove; la banalità; la mediocrità; odio trovarmi in situazioni di stallo e la mia quasi totale incapacità di trattare le persone come meritano di essere trattate; odio le persone viziate e con la puzza sotto il naso, soprattutto se devo conviverci

Amo:
l'amore, poesia e desiderio, anima e carne; il mio insostituibile caos, mentale e materiale; amo i colori, ma davvero un casino; le sorprese; dormire sul divano; i vecchi dischi blues; il mare d'inverno; il mare d'estate; amo ridere; i preparativi; la tempesta; la quiete dopo la tempesta; la notte con i suoi odori; amo poltrire; starmene nella penombra in particolari ore del giorno e anche guardare i fuochi d'artificio in un punto lontano dell'orizzonte

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venerdì, 13 novembre 2009
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I am still right here


domenica, 08 novembre 2009
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Ho la vaga sensazione di essermi rotta le palle di essere l'ancora di salvezza nei casi di emergenza, di andar sola a fare cose che necessitano compagnia, di lavorare anche nel fine settimana perché cinque giorni non bastano, di sentirmi fottutamente sola. Dov'è? Io voglio sapere se c'è, e dov'è, una persona sulla quale poter contare.

sabato, 07 novembre 2009
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Fumo un'altra sigaretta perché è facile buttarsi via. Mi viene difficile andare avanti. Alla fine è passato nei miei sogni mattutini come una folata di vento che, beffarda, ti porta via il cappello e in cambio ti lascia sul volto una esemplare espressione di disappunto. Ho preso il mio disappunto e me ne sono cosparsa avidamente il corpo, mi sono avvolta in ciò che mi ha lasciato perché mi legava a lui, mi permetteva, sebbene in modo perverso, di sentirmi ancora sua. Cercando pretesti e non trovandoli, vivo giorni senza lui, come forse è giusto che sia. Eppure a volte dare un senso a tutto questo mi appare totalmente inutile.

sabato, 31 ottobre 2009
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Malditesta...potessi scacciarti come fa la nonna con le galline...

mercoledì, 21 ottobre 2009
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Vorrei chiudere gli occhi e riaprirli tra otto ore, ma temo di non esserne in grado in questo momento. Non sono in grado, forse, di riposare veramente. Fuori viene giù che dio la manda, e mi viene da pensare alla portinaia. Ironia della sorte, ieri mi ha accolta con un mezzo sorriso e anziché lanciarsi nei soliti discorsi metereologici, mi ha annunciato che presto non lavorerà più nel mio palazzo, la mandano via e al posto suo assumeranno un custode filippino. Mentre me lo diceva la sua voce tremava un poco. "Eh si signorina, purtroppo pare sia già deciso. Per risparmiare dicono...con quello che mi danno...mi dan 200 euro al mese, capirai....". Venerdì la vedrò per l'ultima volta, suppongo che dovrei comprarle dei fiori, o un..qualcosa. È molto strano e triste pensare a un giorno prestabilito in cui sai che vedrai qualcuno per l'ultima volta in vita tua.
La mia situazione sentimentale va talmente in merda che ho sentito la necessità di comprare una confezione da 40 rotoli di carta igienica (era in offerta a sei euro e settantanove). Confezione il cui manico ha deciso, sulle scale mobili, di rompersi, lasciando così che i 40 rotoli rotolassero giù e anticipassero il mio trionfale ingresso alla banchina in metropolitana, stazione Lodi M3 direzione Maciachini. C'è chi ha il rullo di tamburi, chi lo squillo di tromba, chi...la carta igienica. Botobòm botobòm botobòm: tah-dah!!
Vabè...oggi si sta un po' così, con "Purple Rain" nelle cuffie.

giovedì, 15 ottobre 2009
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In vita mia non mi sono mai tagliata così tanto con la carta come nelle ultime due settimane. Irritante taglietto sul dito medio, io ti odio!! Se solo avessi saputo che il prezzo da pagare (oltre ai 1600 euro del costo del corso) per imparare a disegnare *bene* era questo, credo che non avrei accettato. Eh no.

Io preferisco quelli con i disegnini, grazie.


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Questa sera doppia coperta. Sono quasi certa che avrò freddo comunque, o che mi ritroverò a una certa ora della notte con i piedi scoperti e, lottando con le lenzuola che scivoleranno ovunque tranne dove io vorrei, desidererò come al solito un abbraccio caldo. Io, piccola donna con schemi ricorrenti. La temperatura fuori (e dentro) si è abbassata di un consistente *tot* e la cosa mi infastidisce, il naso ricomincia a colare, le mani e le labbra a screpolarsi, il momento di mettere piede fuori casa diventa una tortura. Non mi va molto a genio parlare del tempo, questi sono discorsi che faccio con la portinaia, è ingiusto trattare di certe banalità al di fuori di ascensori o pianerottoli. Ad essere completamente sincera odio incontrare la portinaia nell'androne e spesso mi ritrovo a sgattaiolare fuori dall'ascensore e dal portone con particolare cura nel non farmi notare. Odio quelle chiacchiere vuote obbligate dalle circostanze, eppure lei è lì tutta felice che non aspetta altro, con gli occhi sgranati, le sopracciglia tese sulla fronte e la bocca semi aperta. La postura è sempre leggermente protesa in avanti, e a questo non so dare una spiegazione. Farà questa scena con tutti i condomini? Ripeterà le stesse battute all'infinito? Non c'è niente di male alla fine, ma mi fa specie come di lei io conosca solo il nome e nulla altro a parte le sue preferenze riguardo il clima e le stagioni.
Dovrei smetterla ora e magari coricarmi, non ho più 23 anni da una cifra e sono stanca.

martedì, 13 ottobre 2009
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Dato che parrebbe che io non lo merito un fidanzato amorevole, mi ritrovo ad andare a letto con quello delle altre (a detta di Cate, USATO GARANTITO). Non è che stia aiutando granchè il mio karma, nutro la convinzione di aver fatto una stronzata.

domenica, 11 ottobre 2009
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C'è bisogno che io scriva, che dichiari ottobre ufficialmente iniziato. Non che ne abbia voglia, ma bisogna pur prendere atto di certe cose e (almeno far finta di) smettere di credere che il tempo sia una questione arbitraria. È stato il sabato dedicato alle cose da femmina, come la ceretta, la messa in piega, lo smalto e lo shopping. E perché ora non sono in giro a spaccare il mondo? Perché tutte le mie amiche sono con i rispettivi morosi, e quindi non c'è più tempo per la Silvia ("Silvia, l'amica non fidanzata", o se fossi stata una Spice Girl sarei stata Single Spice). Peccato, avevo una gran voglia di festa, musica ad alto volume, trucco pesante sfatto e ore piccole. Ma nessuno capisce una sega qui, son tutti degli sfigati. Avrei fatto bene ad uscire col bel tipo di via Savona forse. No, non avrei fatto bene per niente invece, non diciamo stupidaggini, so benissimo che ci sarei finita a letto senza neanche una dose extra di vodka-whatever, e sarebbe stato solo l'ennesimo torto a me stessa - è che t'amo ancora credo, o non sono ancora uscita dalla mia dipendenza affettiva nei tuoi confronti...ad ogni modo, qualunque sia il caso, a me non fa nessuna differenza. Mi manchi e la mia mente mi fa strani scherzi, come sogni ad occhi aperti di te che mi abbracci forte e mi viene da sorridere dalla gioia. Invece mercoledì io ti ho abbracciato veramente ma tu mi hai dato delle pacche sulla schiena come se fossi imbarazzato, e questo è quanto di più lontano potesse accadere rispetto alla mia fantasia/delirio. Certo, l'ultima volta che ci siamo trovati insieme in quel punto di Milano tu mi hai spintonata giù dal tuo motorino e sei scappato, probabilmente è da considerarsi un gran passo avanti, ma penso tuttavia che non mi rivuoi come cerchi di darmi a credere e quindi vaffanculo, dovresti lasciarmi in pace e somministrarmi una pozione magica che mi faccia dimenticare tutto o una parte considerevole del tutto.

Non sarebbe bello non farsi più del male?
Non sarebbe strano se capitasse a noi?



domenica, 27 settembre 2009

A dormire ora, col mio dolore al petto, i crampi all'utero e una sbornia di tristezza vagamente familiare.
A dormire, sì.
martedì, 22 settembre 2009

"Davvero non sei mai stata in Sicilia?"
"No, non ci sono mai stata".
Ma sono sicura che se la mamma non si fosse mai ammalata, prima o poi l'avremmo vista insieme. E vestite di abiti leggeri, avremmo comprato souvenir e scritto cartoline ai parenti.
"Un caro saluto dalla bella Sicilia".
Terra che ancora immagino.

lunedì, 21 settembre 2009

Ecco gli ultimi minuti della bella estate. Eccovi qui, stupidi, inutili, decadenti. Sapete cosa? Io non ce la faccio a raccontare barzellette, siete finiti, morti, puzzate già, e io non ho intenzione di sprecare lacrime per questo (sarà dura dato che sono in piena e molesta fase premestruale). Non vedo l'ora che mesi infiniti passino e voi non siate altro che mucchietti di polvere grigia negli angoli più putridi delle strade, dove anche ai cani randagi fa schifo urinare. Io non vi rimpiangerò.
Da davvero troppo tempo la nostalgia è una costante della mia vita, dovrei condannarmi? Ma certo che dovrei, chi si ferma è perduto, dicono. Anche queste son balle alla fin della fiera. Ho la pelle fatta di velcro, nulla mi scivola addosso e talvolta io stessa resto impigliata nel cammino. Ho freddo e voglia di piangere e urlare una bestemmia scostumata, perché sarebbe più giusto se le cose iniziassero a girare anche per me.

venerdì, 18 settembre 2009

Mi viene spesso da pensare che le persone che si sono occupate nella loro vita di coltivare i propri ideali e combattere per loro non avessero fondamentalmente un cazzo da fare o brogli particolari da sbrigare. Si fa presto a fare gli artisti e i rivoluzionari, tsè. E magari questo risulta un pelino blasfemo, però non potrebbe fregarmene di meno. When I was a child I used to love you.

Silvia


mercoledì, 16 settembre 2009
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Verità...sempre queste stupide verità che qualche volta vengono a tirarti degli schiaffetti in faccia, come a volerti svegliare con garbo dal torpore artificiale del quale ti nutri quotidianamente. Mi manca (quello stronzo e gran caf.) in modo assai poco dignitoso, questa è la verità ora. Mi manca ma per una volta non mi lascio andare alle passioni, sono fredda calcolatrice...anzi no, calda calcolatrice, calcolo ma ci sto male e lotto a fatica contro quello che sento, che sola indicibile. La cosa peggiore è che mi costringo a pensare al modo orribile in cui si è comportato con me, il tale gran caf., per scongiurare il rischio di una ricaduta e cosa ottengo? Peggio di niente: la tendenza a pensare subito dopo ai cari ricordi felici vissuti insieme. Qui c'è qualcosa di perverso.

Dopo aver scalato i quarantanove scalini della saggezza alla ricerca di un indizio
Dopo aver rubato le battute migliori nascosto dietro le quinte di un palcoscenico
Dopo aver indossato ogni tipo di maschera
Dopo essermi strappato la pelle
Dopo averti fatto ubriacare
Dopo avere immolato i miei giorni per te
Dopo essere entrato fino alle ginocchia nell'acqua gelida per vederti ridere
Dopo aver ballato musica di merda credendo di farti ridere
Dopo essermi illuso che alla fine mi avresti amato
Dopo aver progettato viaggi
Dopo averti letto i miei racconti inediti
Dopo averne accettato le tue critiche arbitrarie
Dopo averti fatto spazio nel mio letto
Dopo averti fatto spazio nelle mie vene
Dopo averti risparmiato quando ero già pronto ad ucciderti
Dopo aver preso a morsi i mobili della mia stanza per non ucciderti
Dopo aver visto morire inosservate le mie battute migliori
Dopo averti amato
Avuto conferma di vento a favore
tolgo gli ormeggi

Dopo che - Massimo volume
lunedì, 14 settembre 2009
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Vorrei solo aspettare che passi l'ora dei fantasmi per addormentarmi e lasciare in pasto al mio subconscio i pensieri che non ho proprio voglia di elaborare. Riflettevo oggi che se non avessi un senso del pudore e della decenza così altamente sviluppati dormirei molto di più, è un gran peccato. La mia nuova coinquilina è più giovane di me, di soli due anni, ma a quanto pare devono essere stati due anni ricchi ricchi di mutamenti sociali e rivoluzioni culturali perché faccio una fatica del cazzo a capirla. Unitamente a queste amenità, il bisogno di un abbraccio caldo, sincero e rassicurante in un lettone decisamente sprecato per un praticamente-semi-sconosciuto bellissimo ma con un principio di autismo non trascurabile e una malsana fissazione per la sua ex baby fidanzata. Fondamentalmente aspetto che qualcuno mi stringa forte a sè sussurrandomi dolcemente "Va tutto bene", niente altro.